IL CASTAGNO – LA POTATURA TERAPEUTICA
Nell’ultimo decennio la castanicoltura ha segnato, nel nostro Paese, un’interessante ripresa. Numerosi vecchi castagneti da frutto sono stati sottoposti ad una potatura di ringiovanimento, l’infezione del cancro della corteccia sta registrando una fase di regresso mentre le quotazioni del mercato per il prodotto di pregio (marroni e frutti degli ibridi) sono oggi particolarmente remunerative ed allettanti per i produttori.
La ripresa della castanicoltura ha fatto sì che a fianco della vecchia forma di coltivazione del castagno emergesse il concetto del frutteto specializzato, costituito da varietà che producono dei frutti che non sono destinati a risolvere il problema della sopravvivenza delle popolazioni collinari e montane ma idonei a rifornire un mercato di élite per il consumo fresco e alla industria di trasformazione di prodotti dolciari pregiati.
La salute del castagno è spesso minata dal cosiddetto “cancro della corteccia” (Endothia parasitica), che rimane la malattia più pericolosa per il castagno.
Si tratta di una malattia parassitaria che ha distrutto migliaia di ettari di castagneti in Italia e in Europa. Il fungo penetra nei rami attraverso ferite di varia natura, anche in quelle superficiali provocate dal vento o dalla grandine, provocando un rigonfiamento e una successiva spaccatura della corteccia.
Così si interviene provvedendo ad eliminare le parti malate e a sgomberare prontamente i rami tagliati, in cui continua a vivere il micelio del cancro, prima che questo torni ad aggredire l’albero.
Anche il “mal dell’inchiostro” (Phytophtora cambivora) può risultare pericoloso quando si verificano degli accessi di umidità per accumuli di foglie o sostanze organiche varie attorno al ceppo; per questo motivo i ceppi vanno mantenuti puliti e disinfettati periodicamente. 

La potatura del castagneto: problemi operativi Trattandosi di una pianta da frutto che è anche essenza forestale grazie alle sue dimensioni (anche fino a 30 metri di altezza, e chioma molto espansa) ed al suo legno ricercato, il castagno adulto non è facilmente raggiungibile nella sua vasta chioma per le operazioni di potatura curativa. Anche la forma di coltivazione, ormalmente estensiva, fa sì che i castagneti siano piuttosto estesi e dislocati spesso in zone impervie.
Altofusto è forse l’unica realtà a livello nazionale che effettua questo servizio su larga scala, in tempi e a costi compatibili con la redditività e le condizioni più comuni del castagneto pedemontano alpino, tant’è che il nostro normale areale operativo copre tutte le regioni italiane alpine e dell’Appennino settentrionale.